Da giovedì 27 marzo è nelle sale Le assaggiatrici, il nuovo e attesissimo film di Silvio Soldini, ispirato all’omonimo best seller di Rosella Postorino, pubblicato da Feltrinelli. Il romanzo, vincitore del Premio Campiello 2018, si ispira alla vera storia di Margot Wölk, una delle donne costrette a testare il cibo destinato a Hitler per scongiurare il rischio di avvelenamento. Con una trama avvincente e una messa in scena carica di tensione e pathos, il film si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno.
Autunno 1943. La Germania nazista è ormai nel pieno del conflitto e Berlino viene martoriata dai bombardamenti alleati. In fuga dalla capitale, la giovane Rosa si rifugia in un piccolo paese isolato vicino al confine orientale, su consiglio del marito, impegnato al fronte. Ma la tranquillità del villaggio è solo apparente: ai margini della foresta sorge la Tana del Lupo, il quartier generale segreto di Adolf Hitler.
Il Führer, ossessionato dal timore di essere avvelenato, impone una misura drastica: ogni pasto destinato a lui deve essere testato prima da un gruppo di donne selezionate tra gli abitanti del luogo. Rosa si ritrova così costretta a diventare un’assaggiatrice insieme ad altre giovani donne. Ogni giorno, in un rituale carico di tensione e terrore, il gruppo consuma il cibo che potrebbe rivelarsi letale, mentre un’ora d’attesa stabilisce il loro destino: sopravvivere o morire.
Costrette a condividere un destino incerto, le assaggiatrici instaurano un legame profondo, fatto di alleanze segrete, sospetti e speranza. Rosa, berlinese e quindi vista con diffidenza dalle altre, fatica a guadagnarsi la loro fiducia. Tuttavia, con il tempo, riesce a farsi accettare, fino a quando un evento inaspettato mette alla prova le sue convinzioni.
Un ufficiale delle SS, rappresentazione del potere oppressivo che governa le loro vite, risveglia in Rosa un sentimento ambiguo, a metà tra l’attrazione e la necessità di sentirsi ancora viva. È amore? È disperazione? O solo il bisogno di aggrapparsi a qualcosa che dia senso alla propria esistenza in un contesto dove ogni giorno potrebbe essere l’ultimo?
Silvio Soldini, regista noto per film di grande sensibilità come Pane e tulipani e Giorni e nuvole, affronta questa storia con il suo tocco raffinato e coinvolgente. Attraverso una regia attenta ai dettagli e alle sfumature psicologiche dei personaggi, Soldini riesce a trasmettere la paura costante delle protagoniste, ma anche il loro desiderio di sopravvivere e la loro resilienza in un contesto disumano. Le atmosfere cupe e le scenografie ricostruiscono fedelmente la tensione dell’epoca, mentre le interpretazioni intense del cast promettono di dare ancora più profondità alla narrazione.
Il film di Soldini non è solo un dramma storico, ma un racconto intenso di coraggio, paura e scelte impossibili. La vicenda delle assaggiatrici di Hitler, poco conosciuta, è incredibilmente affascinante e drammatica, e viene portata sul grande schermo con la sensibilità e lo stile unico del regista. Il cast offre performance eccezionali, capaci di restituire tutta la complessità emotiva della storia, mentre la narrazione trova un perfetto equilibrio tra suspense e introspezione.
La paura della morte imminente si intreccia con la ricerca di umanità e speranza in un contesto di guerra, rendendo Le assaggiatrici un’esperienza cinematografica potente e coinvolgente, che si preannuncia imperdibile per chi ama le storie intense e basate su fatti reali. Un viaggio nel lato più oscuro della storia, ma anche nella forza e nel coraggio delle donne che, nonostante tutto, hanno cercato di restare vive.